Ci racconta Omero, o il collettivo che si faceva chiamare così, che Elena di Troia fu causa di una guerra lunga e sanguinosa. A distanza di millenni, Elena, torna a seminare quantomeno discordia. Il colore della pelle dell'attrice che interpreta Elena, ne "l'Odissea" di Nolan, mi suggeriscono, può fare perdere credibilità all'opera. Per esteso, allora, anche un'opera teatrale o tutte le finzioni sceniche messe in atto, dalle recite scolastiche ai saggi di recitazione di fine corso, possono essere inficiate dal colore della pelle dei protagonisti. Non possiamo fare interpretare Hitler da un attore di colore (africano, asiatico, orientale), o un Mohamed Alì ad un bianco. Indipendentemente dalla bravura dell'attore. Perché ne inficia la credibilità. Affermano. Ne distorce la struttura storica. Dicono. È una deriva woke, suggeriscono. Come si evince dalla mia retorica, avrei da obiettare qualcosa. Nel particolare, su "l'Odissea", stiamo parlando ...
In tempi non sospetti, qualche anno fa, sotto un video di una ragazzina che ne bullizzava un'altra, in maniera violenta, trovai una serie di commenti orribili. Adulti e genitori che si scagliavano con pari violenza sulla ragazzina bulla. Fu allora che presi coscienza dei tanti forcaioli, giustizieri, ignoranti e arroganti. O almeno credevo: in realtà ne sottostimai la quantità e la gravità. Le persone ragionevoli, quelle che comprendevano il disagio che c'era nella bulla, non si mostrarono, me compreso, lasciando che il pensiero forcaiolo, giustiziere, ignorante e arrogante, proliferasse. Lasciando che quel seme di violenza crescesse. Lasciando le persone ragionevoli in minoranza. Non che prima non lo fossero, in minoranza, semplicemente la violenza come punizione non era legittimata in maniera così esplicita: un genitore che avesse dichiarato di voler riempire di botte la propria figlia non sarebbe stato socialmente accettato. Un genitore così, probabilmente, avrebbe c...